Giovanna Ferrazzi

Giovanna Ferrazzi, impegnata parrocchiale nella Parrocchia Santuario di Madonna in Campagna, oggi Comunità Pastorale Maria Regina della Famiglia a Gallarate.
Il 4 settembre 2019 è partita per la casa del Padre ricongiungendosi a Mario suo amatissimo marito, che il Signore aveva chiamato lo scorso 12 aprile. La malattia è stata “breve” anche se le ha causato non poche sofferenze. Scoperta lo scorso gennaio, una rara forma tumorale diffusa al fegato e ad altri organi, l’ha portata alla chemioterapia, durata solo per un paio di mesi perché rivelatasi inutile. Il tumore si stava diffondendo, lo si vedeva anche dal suo decadimento fisico. Questo stato di sofferenza era iniziato già un paio d’anni prima con la malattia del marito, affetto da una forma molto aggressiva di morbo di Alzheimer. Dapprima in forma lieve fino a trasformarlo in una persona completamente diversa. L’ultimo mese Giovanna l’ha trascorso in casa di un’amica e “sorella” in Chiara. Grazie a questa scelta è stato possibile accompagnarla accudendola fisicamente ma anche spiritualmente e prepararsi per l’incontro con il Padre.

Giovanna è sempre stata impegnata in Parrocchia con il marito Mario, nei gruppi famiglia e nella formazione dei fidanzati. Per un mandato, ha fatto parte del consiglio pastorale impegnandosi in particolare nell’aspetto liturgico. Successivamente ha iniziato ad occuparsi del servizio della sacrestia, fatta in modo discreto e scrupoloso.

Ogni tovaglia, sull’altare, doveva essere perfetta, senza una grinza, così pure le vesti liturgiche dei sacerdoti.
Dieci anni fa’ ha dovuto sospendere temporaneamente questo servizio per l’insorgenza di un tumore al colon, guarita poi completamente ma con una colostomia che la limitava negli impegni, ma che considerava come una normalità. La profonda fede e presenza costante del marito è stata per lei un grande aiuto nell’affrontare e superare questa prova.

Negli anni ’90 aveva conosciuto e aderito al Movimento dei Focolari attraverso il nostro parroco di allora don Ambrogio Villa. Si era innamorata di questo Ideale che viveva con entusiasmo e con lo spirito del “bambino evangelico”. Si vedeva la gioia che aveva nell’anima quando comunicava le sue esperienze negli incontri. Ha partecipato anche agli incontri dell’Opera a Castelgandolfo, Frontignano e Milano fin quando ne ha avuto la possibilità.
Era riuscita a superare la prima malattia grazie alla presenza costante del marito Mario ma anche grazie alla scoperta dell’Ideale. Diceva: “Quando ho scoperto di avere questo male, prima dell’intervento, sono andata da Gesù. Mi sono affidata a lui completamente, chiedendogli di poter guarire anche se magari questo richiedeva un sacrificio. Così è stato. Sono guarita completamente anche se con una stomia che mi condiziona un po’, ma questa cosa l’ho accettata con facilità perché ho scoperto Gesù Abbandonato”.
In questo ultimo periodo diceva spesso: “Se non avessi conosciuto la spiritualità dell’Unità, non ce l’avrei proprio fatta ad affrontare questa situazione che mi è piombata addosso”. Grazie a questo ha potuto preparasi all’incontro con il Padre con la Santa Eucaristia, suo ultimo cibo.
Ora la pensiamo in Cielo con la Madonna a cui era molto devota, con il suo Mario, Chiara e tutti i Mariapoliti che intercedono per noi.

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