Esperienza di Francesca

Facendo una disamina del mio percorso all’interno del Movimento dei Focolari, che perdura ormai da diversi anni, mi rendo conto come la mia crescita personale e quella all’interno del Movimento siano andate di pari passo. Quando ero piccola seguivo con interesse smisurato gli incontri e partecipavo con fervore ai Congressi, entrando completamente nello spirito di vita che Chiara mi inculcava attraverso le sue parole e i suoi gesti; ero circondata da frasi del tipo “Ama per primo”, “Ama il nemico” o “Abbracciare Gesù Abbandonato”, “Tenere Gesù in Mezzo” o ancora “Vivere l’attimo presente”, “Andare controcorrente” cercando, nella mia piccola dimensione, di metterle in pratica ma senza capirne davvero il senso e ciò che le muoveva. Quello che ho realizzato ora, dopo tanti anni, è che ero così piena dell’amore che mi veniva donato costantemente, dalla mia assistente, dalle mie compagne, che mi sembrava davvero un’altra dimensione che mi coinvolgeva pienamente e mi trascinava con forza. E quell’amore che ricevevo mi portava ad essere ormai protagonista attiva di una vita che non avevo scelto e non avevo programmato; quell’amore che mi invadeva sempre più mi spingeva ad agire per prima e mi suggeriva di andare oltre, di superare me stessa e di contagiare gli altri.

Proprio come un grande amore, tutto quello che stavo vivendo ha subìto una profonda crisi con gli anni a venire, lasciandomi sospesa tra ciò che avevo vissuto e che avevo ricevuto e il senso di vuoto che mi si prospettava davanti, derivante dalla fine dell’esperienza del Focolare nella mia città. Era la mia adolescenza, la mia crisi e di contro l’apertura ad una realtà con cui ero costantemente in contatto e che per molti versi si distaccava da tutto ciò che mi era sempre appartenuto e da cui mi sentivo sempre più lontana, ma che ormai dentro di me era radicato. Non ero più quella protagonista attiva ma ero diventata spettatrice quasi disinteressata, nonostante dentro di me la fiammella non si fosse mai spenta. Ogni tanto compariva in me il desiderio di tornare a frequentare gli incontri o di ridare vita ad una comunità di giovani che nella mia città era venuta meno, ma c’era sempre qualcosa che mi faceva desistere e finivo per anteporre a tutto questo i miei impegni, il mio studio, le mie amicizie.

Questa sorta di pigrizia mi ha accompagnato fino ad alcuni anni fa, quando mi arrivavano insistenti gli inviti, a partecipare agli incontri del neonato Gruppo del Movimento Parrocchiale dei Giovani Focolari della chiesa di S.Pio X a Foggia; per qualche anno anche in quelle circostanze ho continuato a rimanere in disparte eppure, non avevo ancora capito che Gesù stava bussando nuovamente alla porta del mio cuore e questa volta in una maniera più dirompente e straordinaria.

Cosi due anni fa in occasione della messa dell’anniversario di Chiara, che i giovani del gruppo si erano impegnati ad animare, ho deciso volontariamente di prenderne parte insieme a loro. In quella circostanza gli ostacoli che mi si prospettavano sono venuti meno in maniera repentina, il rifiuto e il muro che avevo innalzati sono crollati e quella distanza che avevo creato si è accorciata grazie all’accoglienza, la fiducia, l’ascolto, la disponibilità e l’amore che in cosi poco tempo sono tornata a ricevere. Tutto ciò mi ha indotto anche a frequentare i loro incontri e a tastare così di nuovo con mano le sensazioni legate a quei momenti; è bastato poco per avvertire di nuovo la stessa gioia dei primi anni, anche nel solo e semplice ascolto della Parola di Vita. Ho percepito ancora più intensamente la presenza di Gesù nella mia vita, ho sperimentato il Suo amore accogliendolo senza timore in maniera più decisa, sicura e convinta. 

In particolare, c’è stato un momento molto forte in cui, come gruppo, abbiamo sperimentato l’amore di Gesù ed è stato quando una nostra compagna, Miriam, ha dovuto subire una serie di rischiosi interventi al cervello per via di una brutta malattia, rischiando molte volte la vita. Non abbiamo esitato nell’andarla a trovare tutti insieme il più spesso possibile, considerando che si trovava a S.Giovanni Rotondo e non a Foggia, e nel pregare intensamente per lei; infatti, da qui è nata l’idea di riunirci una volta alla settimana per recitare per lei il Santo Rosario inserendo anche preghiere individuali spontanee; da allora abbiamo continuato a recitare il Rosario alternandolo a momenti di adorazione, riscoprendo la bellezza della preghiera comunitaria. Miriam è stata per noi una luce e una guida, ci ha uniti e ci ha avvicinati ancora di più a Gesù; ora sta meglio e continua ad essere per noi un esempio di forza e di unità.

Un’altra esperienza vissuta insieme è stata una raccolta viveri del quartiere, organizzata dalla Parrocchia in occasione della Quaresima e che ci ha visti impegnati fortemente insieme ad altri gruppi. Si è svolta in due momenti, il primo in cui abbiamo provveduto a consegnare i cartoni alle varie famiglie del quartiere e il secondo, qualche giorno prima di Pasqua, in cui abbiamo ritirato i cartoni pieni di viveri. L’unità è stata fondamentale per affrontare le varie difficoltà e per trasmettere alle famiglie fiducia, serenità e pace. Di contro, con grande meraviglia, abbiamo riscontrato gentilezza e cortesia rendendo i singoli momenti ancora più speciali; inoltre è stata un’occasione importante in cui abbiamo sviluppato nuove conoscenze e relazioni. È stato bello constatare che il nostro impegno di quei giorni e di quei momenti ha inondato i nostri cuori di grande gioia, che non derivava soltanto dallo stare insieme, ma anche nello sperimentare l’amore di Gesù e la sua presenza in mezzo a noi.

Tutto ciò non fa altro che fortificare ciò in cui credevo e credo, ogni giorno ho sempre più la conferma che è questa la strada che Dio ha pensato per me e per cui mi ha chiesto di seguirlo; e tutt’oggi mi viene sempre alla mente il particolare di una storia che leggevo quando ero piccola e che mi appassionava particolarmente e cioè un bambino che ogni mattina si svegliava e offriva tutto a Gesù dicendo: “Questo è per Te”. Queste parole mi risuonano tutt’ora in maniera forte e penso che quando ogni nostra azione, ogni nostro gesto, ogni nostro dolore, ogni nostra gioia, ogni singolo attimo della nostra vita siano fatti per Lui, allora avremo sperimentato la gioia immensa del Suo amore.

Francesca Vinella (Congresso Giovani Impegnati 31/08/2018)

Un commento

  1. ANNA MARIA PISTOIA

    mi commuove l’esperienza di Francesca perché è la prova concreta che il seme gettato, anche se resta inattivo per tanto tempo, al momento e nei modi che Dio sa, germoglia e porta frutto….l’altra considerazione che sento di fare è che nel dono di sé c’è la piena realizzazione ed anche la comprensione e la Luce …..ama e capirai…..

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